Laboratori Nazionali del Sud

NOTA: Questo sito utilizza soltanto cookies tecnici e non impiega cookies di tracciamento

Consultare l'informativa privacy per maggiori informazioni. Learn more

I understand

Il rivelatore sottomarino ARCA si avvia al completamento della fase 1

ARCA estende il suo record di rivelatore sottomarino più grande del Mediterraneo: altre due unità di rivelazione alte 750 m e una nuova Junction box per la connessione delle unità di rivelazione, sono state installate durante l’operazione marina organizzata dalla collaborazione KM3NeT al largo di Capo Passero, dal 7 all’11 settembre 2022.

L’infrastruttura sottomarina è adesso pronta ad ospitare tutte le unità di rivelazione previste per la fase 1 del progetto, con le junction box attive per ospitare le restanti undici unità di rivelazione, nel 2023. In attesa del completamento del progetto che prevede oltre 200 unità.

La “crew” a bordo della Handin Tide, di cui hanno fatto parte Nunzio Randazzo (Infn ct), Salvo Viola (infn lns) e Antonio D’amico (nikhef), ha anche rimosso i prototipi obsoleti, installati nei primi anni di funzionamento dell’apparato, lasciando campo libero all’espansione di ARCA e confermando la piena capacità di operare sul sito anche nella fase  di "decomissiong". 

Il team di esperti dei sistemi di potenza e di ottica, presenti nella stazione di terra, ha costantemente seguito l’operazione, accendendo e collaudando le nuove unità immediatamente dopo la posa.

Terminate le attività a Capo Passero, la Handin Tide si è diretta verso il Test Site dell’INFN al largo di Catania per riconfigurare i sensori dell’esperimento FOCUS ERC, coordinato dal prof. M.A. Gutscher (CNRS e Univ. Brest), in collaborazione con i LNS, che sta monitorando in tempo reale i fenomeni geofisici che accadono alla pendici sommerse dell’Etna.

 

fe6240d1-2f88-47e3-887c-56c1724e8994.jpg